Vignali, assoluzione e riabilitazione. “Sono sollevato. Politica? E’ un grande amore, troppo presto per dire se tornerò a occuparmene”

Dalle vicende giudiziarie alla riabilitazione, l'ex sindaco rivive un pezzo di storia della città: rotonde, Ponte Nord, aeroporto, Mall. E molto altro.

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Possono un’archiviazione e una riabilitazione ridare la dignità, l’immagine, la vita strappata via da un decennio di fango? Possono un paio di sentenze ridare tutto a un essere umano trasformato, in pochi istanti, da primo cittadino a delinquente patentato, a un uomo passato dagli onori della cronaca ai disonori della giudiziaria in un batter di tastiera?

Da qualche manciata di ore Pietro Vignali, ex sindaco della Parma sfarzosa, quella che faceva l’occhiolino all’Europa tra bellezza e modernità, è un uomo riabilitato dal Tribunale di Bologna. E’ un uomo che non ha più carichi pendenti con la giustizia, nonostante il peso di tutta la violenza che gli è stata scagliata addosso nel tempo.

“Io non ho mai voluto parlare…tranne un’intervista a “La Verità” – commenta quasi intimidito (si faceva riferimento alla tanto discussa candidatura in consiglio comunale dell’ex procuratore Gerardo Laguardia, ndr) dopo tanti anni di clausura volontaria. “Non mi sono mai difeso, nemmeno, ad esempio, per quella storia assurda della escort, Nadia Macrì, quella che dicevano avessi usato come mezzo per arrivare a Berlusconi. Storia che creó tanto clamore. Peccato io con Berlusconi avessi contatti frequenti…. Il giorno stesso che uscì la notizia, fu la stessa Macrì, in prima persona, a smentirla”.

Non vuole rivangare, Pietro Vignali. Nemmeno giudicare. “Quello che mi chiede sulla città…si le rispondo. Ma da cittadino innamorato di Parma. Non voglio esprimere giudizi sull’operato altrui..non sono più il sindaco. Non sono più in politica”.

Ci tornerà, ci tornerebbe, in politica?

“Non lo so. Devo ancora riprendermi dalle ultime vicende, archiviazione, riabilitazione. Diciamo che sono state suturate le ferite, ma si devono ancora cicatrizzare. Io amo Parma. Amo la politica. L’adrenalina che porta, la consapevolezza di poter migliorare la vita delle persone. Ci ho dedicato 20 anni. Non è un amore che si può dimenticare”.

Forse nemmeno sopire. Come l’amarezza per quanto passato. Riavvolgiamo il nastro.

“Sono felice, sollevato. Prima l’archiviazione del Gip, su richiesta del PM, poi la riabilitazione, decisa dal Tribunale di Bologna. Quando mi è stata data quest’ultima notizia, mi sono passati davanti quei momenti…ero in Comune, mi è stato notificato l’avviso di garanzia. Che ormai, in Italia, per un amministratore, pesa come una condanna. La stampa che lo ha saputo prima di me, e mi aspettava al varco, diciotto dirigenti comunali di cui si contestavano le assunzioni, che all’improvviso non sapevano più se essere legittimati a operare o meno. La macchina amministrativa si è fermata in quanto nessuno firmava più nulla”.

Molte vite pubbliche, con lei. Ferme. Un comune che Vignali descrive essersi “paralizzato”.

L’Ospedale Vecchio, il cui cantiere è ripartito da pochi mesi

“Le faccio un altro esempio” – spiega l’ex primo cittadino. “Anche per l’Ospedale Vecchio..un bel giorno leggiamo sui giornali «tutta la giunta indagata». E non ne sapevamo nulla. Lavori, anche in quel caso,  fermi, e lo sono rimasti a lungo. E di nuovo, il procedimento penale è stato archiviato dopo sette anni. Così anche l’inchiesta sul progetto dell’ex scalo merci in Viale Fratti, ancora abbandonato a se stesso dopo essere stato fermato dalla vicenda giudiziaria. Tutto fermo, immobilismo che ha danneggiato la città”.

L’ex scalo merci oggi. Lavori inchiodati

Si è fermata anche la sua vita?

“Diciamo che mi è ripassata davanti, per immagini, in questi giorni. Un film che mi è passato negli occhi quando è arrivata la riabilitazione a mettere un punto. L’ultimo capitolo”.

Non c’è rabbia. Forse amarezza. Sicuramente passione. Per quanto fatto. Per quanto ancora ci sarebbe da fare. Vignali rivendica quanto di buono lasciato, al netto di critiche a volte anche sgangherate.

“Io ho dedicato tutta la mia vita alla città. Ho iniziato a fare politica a 22 anni. Ho messo via la vita privata e quella professionale. Sono stato attivista, poi assessore, prima che sindaco. Le vicende giudiziarie hanno messo in secondo piano il mio operato ma…”. Ma ne resta traccia.

Come assessore all’ambiente, “presa Parma maglia nera nelle politiche ambientali, è diventata modello di sostenibilItà in cambio ambientale e nella mobilità grazie a 13 anni di investimenti in piste ciclabili, potenziamento trasporto pubblico aree verdi, realizzazione isole ambientali e incentivazione carburanti non inquinanti come metano ed elettrico (oltre 5000 bici elettriche). Sono state pensate progettate e iniziate le tangenziali, grazie anche alla collaborazione e al contributo di assessori ai lavori pubblici, in primis Roberto Lisi, partendo da quella ridicola, col semaforo in mezzo, che faceva ridere l’Italia intera. A Parma non ci si muoveva, si moriva nel traffico che tagliava in due la città come una mela, camion compresi. Ora la circolazione funziona.

Nel 2008, quando ero sindaco da pochi mesi – continua Vignali – c’è stata la più grande crisi del dopo guerra. Che ha cambiato il mondo. Nonostante questo, Parma è diventata sesta per qualità della vita. Abbiamo introdotto modelli di welfare come il quoziente famiglia…se di anziani, disabili, bambini, si prendono cura le famiglia, lo fanno meglio dello stato. E costa meno. Furono anni di altri progettI importanti come l’housing sociale, l’introduzione del nuovo festival Verdi con il format di ottobre proposto ancora oggi. Poi la grande mostra sul Correggio: l’evento più visitato in italia per 16 settimane consecutive.

La locandina della Mostra del Correggio

Ricordo che allora, secondo i dati del Sole 24 ore, eravamo terzi per servizi erogati, secondi per asili, primi in assoluto, per le politiche sportive, secondi tra le città Smart. Oltre al podio per mobilità sostenibile e ambiente”.

Parma che mirava alla bellezza…

“La bellezza serve alla qualità della vita. Quando tutte le classifiche, pur non da prendere un termini assoluti, vanno nella stessa direzione, assumono un certo valore…Se non c’è traffico, la vita migliora. Se ci sono degli angoli verdi, la vita sorride. La complanare, che sono riuscito a inaugurare nel 2008 appena prima dell’edizione di Cibus, lo ha salvato, sennò Parma avrebbe perso la più grande fiera alimentare del mondo.

E’ stato un investimento importante, certo. Il progetto prevedeva un futuro raddoppio e altre opere complementari. Parma ha perso MecSpe per il traffico, il casello congestionato…con il raddoppio non sarebbe successo”.

C’è passione nelle sue parole. Ripeto la domanda. Tornerebbe a fare l’amministratore?

“Tornerei, tornerò, non lo so. Le ferite sono fresche. Quante persone mi hanno voltato la faccia, tolto il saluto, lasciato solo? Anche se la politica è una passione che non si mette da parte. Sapere che puoi migliorare la vita delle persone non è una cosa piccola”.

Come vede Parma?

“Io non amministro..non voglio giudicare nessuno. Posso solo osservare…”.

Ok, osservi.

“Vede…i populismi, ma dico in Italia, non solo a Parma, stanno uccidendo la competenza e la preparazione. Danno potere anche a chi non conosce la politica e l’arte di amministrare, non premiano l’esperienza.”

E Parma? 

Parma, ma lo dico come stimolo,  non come critica, avrebbe bisogno di ulteriori investimenti. Sulle infrastrutture. Perchè garantiscono sviluppo futuro e una qualità della vita migliore. E sui quartieri. Ha presente la teoria dei vetri rotti? Io facevo pulire anche le scritte abusive, in continuo, sulle case private. Il brutto, il rotto, lo sporco, porta degrado. Il degrado altro degrado e problemi di sicurezza. E miseria. Costa soldi? Senza investimenti la città muore. I quartieri e le periferie diventano ghetti. Non esiste solo il centro”.

Già, il centro. Sta morendo. 

Ci vuole un grande parcheggio. Sotterraneo. Solo così si possono ampliare le isole pedonali che avevo fatto tanti anni fa. Le righe blu non bastano nemmeno per i residenti, vuoi aprire il lungo Parma? E poi? Una volta create file enormi fino a Barriera Repubblica perché non c’è parcheggio, che si risolve? Nei negozi non puoi entrare in macchina. E senza clienti il centro muore. E siamo tutti più poveri”.

Non si arrabbi. Sa che la prendono in giro, dicono che Parma è la città delle rotonde?

“Ne sono fiero. Prima ce ne era solo una. In Piazzale Santa Croce. Aveva la precedenza chi entrava. Presente il traffico? Le rotonde sono belle, ci puoi mettere il verde, le fontane, i monumenti dentro. Evitano incidenti. Fanno fluire il traffico. Tutta qualità della vita”.

Il Ponte Nord oggi, visto da chi giunge da fuori Parma, dall’autostrada

Se le dico Ponte Nord?

“Sa come è nato? Ubaldi era seduto in piazza, all’Orientale, con l’architetto Bohigas. Gli ha detto che gli piacevano Ponte Vecchio e Rialto… Bohigas ha fatto uno schizzo su un tovagliolo, di un ponte abitato come Firenze e Venezia, Ubaldi si innamorò e fece fare il progetto, enorme e fatto di blocchi, (passò col nome ponte degli scatoloni). Quando io arrivai era già appaltato. Ho reso il progetto meno impattante. Nella testa di Ubaldi, avrebbe dovuto ospitare un museo del design legato all’alimentare. Collegato con l’Efsa, vicino all’Authority alimentare. Era geniale, come idea. E’ stato costruito con i fondi statali, nonostante si narri sia costato ai cittadini. Avrei chiesto immediatamente una deroga per renderlo utilizzabile, ci sarei riuscito. Come Venezia. Come Firenze. Non ho fatto in tempo”.

Inceneritore?

“Mi sono assunto la responsabilità di fermarlo. Inizialmente dovevano essere tre camini, Parma Reggio e Piacenza. Quando ho capito che Reggio Emilia si tiravano indietro, lo ho fermato. Poi Iren ha fatto ricorso al Tar e ha vinto…poi non c’ero più io e il commissario Ciclosi non ha fatto ricorso in appello. Il risultato lo conosciamo”.

Mall?

“Non entro nel merito della vicenda giuridica. Dico solo che non mi pare che la domanda soddisfi la costruzione di un altro centro commerciale. E’ andato in delibera nel 2007, pochi mesi prima che diventassi sindaco, insieme al Polo Ikea, Esselunga via Emilia Ovest ed Eurosia. Ad oggi non lo ritengo necessario”.

 
A proposito di spazio aereo, l’aeroporto? Salviamo il soldato Ryan?

 

“E’ una finestra sul mondo. Ha presente arrivare, parcheggiare, in un aeroporto coì piccolo è come prendere un bus. Dopo un minuto sei imbarcato per Londra, o la Sardegna. O per Malpensa, finestra sul mondo. Se vogliamo che Parma sia internazionale è indispensabile. E’ un’apertura all’esterno come lo sarebbe stata l’alta velocità. Sono due ferite aperte. Due opportunità perse che avrebbero cambiato la qualità della vita e lo sviluppo futuro della città”.

E la metropolitana? 

“No comment”.

Ok, commento io e lei risponde.

“Provi”.

All’epoca si disse che lo stop al progetto aveva portato alla città un saldo positivo di duecento milioni di euro. Annullamento del mutuo da 96 milioni ottenuto dalla cassa depositi e prestiti, fatto dall’amministrazione Ubaldi, 33 milioni che sarebbero stati a carico del Comune e non sono stati spesi , ai quali vanno aggiunti 71 milioni ottenuti da Lei, a Roma, per fermarne la costruzione. La prima grossa toppa all’indebitamento, soldi investiti per tante opere come ad esempio la nuova scuola Racagni. E altrove.

“Lo dice lei. Io non commento”.

Vignali, ci riprovo. Volevo chiederle solo come sta, è uscito un libro sulla storia recente della città. Si ricandiderà?

“Non lo so”.

Bene, glielo richiederò.

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