False formazioni per ottenere crediti d’imposta PNRR: sequestri per 370mila euro

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno sequestrato beni per un valore di oltre € 370.000 a due società di Fontevivo e Noceto, operanti nel settore dei trasporti su strada. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno portato alla luce un presunto caso di indebita compensazione di crediti d’imposta relativi a corsi di formazione del personale mai realizzati.

Crediti fittizi per sfruttare i fondi del PNRR

L’operazione, denominata “Formazione fantasma”, ha permesso di scoprire che le due società, amministrate di fatto dalla stessa persona, avrebbero utilizzato crediti d’imposta fittizi per compensare le imposte e i contributi previdenziali nell’anno 2022. I crediti si riferivano a corsi di formazione in materie come “big data”, cyber security e integrazione digitale dei processi aziendali, previsti dal Piano Nazionale Industria 4.0 e finanziati con risorse del PNRR.

Indagini e sequestri

Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Fidenza, hanno evidenziato che i corsi di formazione non sono mai stati realizzati, né in presenza né a distanza. Tutta la documentazione a supporto, come registri didattici,fatture, autocertificazioni e relazioni dei docenti, sarebbe stata falsificata per giustificare il qvantaggio fiscale ottenuto.

Il sequestro preventivo ha riguardato beni mobili, immobili e disponibilità liquide delle due società e dei loro amministratori, per un ammontare complessivo di oltre € 370.000.

Quattro indagati, tra cui un commercialista

Quattro persone sono indagate per l’ipotesi di reato di indebite compensazioni di crediti d’imposta inesistenti. Tra queste figura un commercialista, accusato di concorso nel reato per aver asseverato la corretta creazione dei crediti d’imposta, pur essendo a conoscenza della loro falsità.

Le accuse mosse ai rappresentanti legali delle società

Ai tre rappresentanti legali delle due società – un amministratore di fatto e due di diritto – viene contestato l’utilizzo di crediti d’imposta per un valore complessivo di € 370.543,08. Si tratta di un reato punito con la reclusione da uno a sei anni.

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