New Tardini, dialogo tra sordi. Stadio a stralci: il virtuoso esempio dell’Atalanta

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(di Gabriele Majo, direttore responsabile di StadioTardini.it)La Conferenza di Servizi prescrive (tra l’altro) “alternative progettuali e localizzative” per lo Stadio Tardini (Dall’Olio dixit), il Parma Calcio risponde col solito faldone all’Amici miei, dove, però di alternativo non c’è proprio nulla. Il consesso continua a ravvisare criticità (anche se pubblicamente non c’è uno straccio di carta canta a sancirlo e così il mainstream, in realtà ultimamente piuttosto silente, ha buon gioco, assieme ai politici, a predicare che va tutto bene madama la marchesa), le ultime della serie sarebbero relative alle acque (reflue e potabili, insufficienti per la bisogna) e all’annosa questione delle scuole limitrofe (che sarebbe stato geniale, come modestamente suggerito dal sottoscritto, inglobarle nella grande opera, azione che avrebbe potuto se non azzerare, ma abbassare al minimo il rumore di fondo delle critiche strumentali ed ideologiche): insomma, un dialogo tra sordi.

Chissefrega, tanto, grazie a questi ritardi, la prossima serie A si giocherà comunque al Tardini (vecchio): già, ma, quella successiva? Probabilmente ancora lì, ossia nel vetusto impianto la cui ultima manutenzione straordinaria significativa risale a quella dei Magnifici 7 di sei anni fa, cioè dopo la promozione nella massima serie, ultimo atto del “Come noi nessuno mAi”, allorquando vennero posizionati degli sgargianti seggiolini gialli e perfezionate le zone dell’upper class, senza dimenticare, per l’inclusività che tanto piace alla lumaca KK (“piano, piano”, è il suo mantra), che meno male che esiste la zona ghetto per i disabili, fortemente voluta da chi vi scrive e dal compianto Fabio Giarelli, perché senza la tettoia posizionata da Nuovo Inizio, gli stessi sarebbero ancora sotto le intemperie nel menefreghismo generalizzato del blablabla.

Lo stadio provvisorio resta una chimera, anche perché senza che sia stato approvato quello definitivo non lo si può manco prendere in considerazione. E intanto il tempo passa, senza che si sia neppure arrivati al duplice passaggio politico (che non sarà una passeggiata di salute, essendo in ballo una contestata variante urbanistica e la durata della concessione, tema divisivo che rischia di esser fatale per una giunta già incrinata) che secondo l’assessore Bosi (in sintonia col Sindaco Guerra e l’assessore De Vanna dagli schermi di Parma Europa) avrebbe dovuto svolgersi nello scorso mese di maggio, ma che facilmente slitterà a dopo le ferie.

E uno stadio provvisorio ha, a propria volta, un iter da seguire – certo meno complesso e più snello di un definitivo in centro città con le mille problematiche che si porta appresso – ed anche dove tutto potrebbe esser pronto, tipo Sorbolo, per fare un esempio concreto, un annetto serve tutto tra burocrazia e realizzazione. Sempre ammesso ci sia davvero la volontà, perché da una parte il MDC Luca Martines sostiene che a Piacenza non ci si andrà e la priorità è restare in provincia, dall’altra chi caccia la pila non comprende perché dovrebbe aggiungerne altra per il temporary a quella che già generosamente ha promesso di immettere per regalare alla città uno stadio nuovo.

Nelle scorse settimane si era ventilata la possibilità di una clamorosa retromarcia, con l’abbandono dell’attuale soluzione di demolizione totale e ricostruzione, per un ritorno al progetto a stralci, che comporterebbe sì più lunghi tempi di realizzazione, ma con l’indubbio vantaggio di evitare l’esodo altrove durante i lavori. Posto che secondo gli ultimi documenti pervenuti in Conferenza di Servizi dal club questa soluzione non sarebbe ipotizzata, nel caso in cui la si volesse, viceversa intelligentemente, perseguire (certo, con quattro anni buttati nel cesso, assieme al lavoro di Franco Denari ed archistars vari), un esempio virtuoso sarebbe l’Atalanta, il club che molti tifosi Crociati vorrebbero emulare sul campo, visto l’alto livello raggiunto sia in Italia che in Europa, ma che anche a livello infrastrutturale rappresenta un modello da seguire.

Nei giorni scorsi il portale Bergamo News ha documentato le tappe della trasformazione dell’antico Atleti Azzurri d’Italia in Gewiss Stadium, percorso iniziato nel lontano 2015 e ormai terminato. Scrive Luca Samotti: “Dalla prima “pinzata” alla Curva Nord sono già passati più di cinque anni: era il 6 maggio 2019 quando il presidente Antonio Percassi al comando di un escavatore idraulico diede il via alla demolizione della vecchia “Pisani”, primo tassello del nuovo Gewiss Stadium. Una riqualificazione che la città ha vissuto passo dopo passo, iniziata quattro anni prima con l’installazione del cosiddetto “pitch view” all’interno del quale erano stata inglobate le panchine, e che ha poi definitivamente preso il volo nell’estate 2017 con l’acquisizione dello stadio da parte dell’Atalanta. Dalla Nord alla Rinascimento, fino alla Sud, il cui ultimo spicchio che ricordava il “Comunale” è stato definitivamente abbattuto la scorsa settimana: riviviamo le tappe più importanti che hanno portato al quasi completamento del progetto di riqualificazione dell’impianto.”

Nel gennaio 2020, assieme al Columnist Luca Russo, documentammo l’inizio dell’opera di restyling dello stadio di Bergamo, grazie ai colleghi di Bergamo News vediamo come è andata a finire… Gabriele Majo (direttore responsabile di StadioTardini.it

LA GENESI DEL GEWISS STADIUM

“Per poter dare finalmente all’Atalanta e alla città di Bergamo uno stadio che sarà un gioiello” (Antonio Percassi)

AGOSTO 2015, ARRIVA IL PITCH VIEW

Viene ammodernata la tribuna centrale, con l’inserimento del cosiddetto “Pitch View”, dove trovano spazio anche le panchine delle squadre

8 AGOSTO 2017: LO STADIO DIVENTA DI PROPRIETÀ DELL’ATALANTA

Alle 11 di martedì 8 agosto Luca Percassi firma nello studio del notaio Jean Pierre Farhat uno storico rogito: l’Atalanta diventa proprietaria dello stadio di Bergamo

9 NOVEMBRE 2017: VIENE PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO STADIO

I vertici societari presentano in comune a Bergamo il restyling completo dell’Atleti Azzurri d’Italia

30 APRILE 2019: SVELATO IL NOME DELLO STADIO: GEWISS STADIUM

L’annuncio congiunto: l’azienda di Cenate Sotto dall’1 luglio di quell’anno dà il nome all’impianto

6 MAGGIO 2019: IL DEMOLITION DAY, INIZIANO I LAVORI

Il presidente Antonio Percassi dà la prima pinzata alla Curva Pisani

9 MAGGIO 2019: LA CURVA NORD COMPLETAMENTE ABBATTUTA

In uno spettacolare timelaps la società mostra l’evoluzione dei lavori: dopo appena 3 giorni, la “Pisani” non c’è più

3 OTTOBRE 2019: CURVA PRONTA ALL’ESORDIO

Lavori terminati: la nuova Curva Nord, coperta, è caratterizzata da seggiolini neri, blu e bianchi che disegnano un grande “1907”

6 OTTOBRE 2019: BUONA LA PRIMA, ATALANTA-LECCE 3-1

Dopo l’esilio forzato a Parma, i nerazzurri tornano a casa alla settima giornata: nel 3-1 al Lecce è Robin Gosens il primo a esultare sotto la nuova Pisani

25 GIUGNO 2020: INIZIANO I LAVORI ALLA TRIBUNA UBI BANCA

Parte il nuovo lotto del restyling: messa a nudo della Tribuna Ubi e successiva demolizione del settore, ad eccezione delle facciate, che non saranno interessate da modifiche strutturali di rilievo. Il cantiere interessa anche l’area antistante l’impianto, con la sistemazione e riqualificazione dell’area a parcheggio lungo viale Giulio Cesare e Largo dello Sport

SETTEMBRE 2020: COMPLETATA LA TRIBUNA RINASCIMENTO

La nuova Rinascimento, con la scritta Atalanta, è pronta: nel frattempo sono stati posizionati i seggiolini anche in Curva Sud

27 OTTOBRE 2020: LA PRIMA IN CHAMPIONS A BERGAMO

Bergamo vive la sua prima notte magica tra i grandi del calcio: finisce 2-2 contro l’Ajax, con la doppietta di Duvan Zapata

8 GIUGNO 2023: INIZIA LA DEMOLIZIONE DELLA CURVA SUD

Ecco anche la prima pinzata sulla “Morosini”. Il presidente Percassi: “Siamo all’ultimo miglio di un progetto a cui abbiamo lavorato tanto”

14 GIUGNO 2023: MOROSINI DEMOLITA

Resta in piedi solo il settore “Distinti Sud”, destinato ai tifosi ospiti

24 NOVEMBRE 2023 LA CURVA PRENDE FORMA

Cresce la gradinata: manca “solo” la copertura

MAGGIO 2024: LA SUD È PRONTA

Brilla il trofeo dell’Europa League al Gewiss Stadium: gli fa da sfondo una curva sud quasi al completo, sulla quale trova spazio il logo della Dea

7 GIUGNO 2024: SE NE VA ANCHE L’ULTIMO PEZZO DI CURVA SUD: COMPLETATA LA DEMOLIZIONE DELL’EX DISTINTI

Utilizzato quest’anno come settore ospiti, sotto al quale era presente una centralina della corrente, era l’ultimo spicchio di “vecchio” stadio rimasto ancora in piedi

Testo, foto e video da Bergamo News

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