A Parma il 7,5% dei giovani soffrono di ansia e depressione

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Si chiudono in loro stessi, preferiscono passare ore online piuttosto che parlare con i coetanei. Molti soffrono di ansia. In Emilia Romagna, tra il 2021 e il 2022, la popolazione minorenne a carico dei Servizi sociali è aumentata dell’11,6%, mentre si è registrato un calo del 4,7% dei minori collocati fuori famiglia.

Parma registra un 7,5% di ragazzi tra 15 e 16 anni con problemi di ansia e depressione. Crescono, secondo un trend costante, i ricoveri ospedalieri (818) nel 2022 nei reparti di Neuropsichiatria infantile a livello regionale: “Un indicatore critico sullo stato di salute della popolazione minorenne, da incrociare con altri indicatore e da approfondire”. A dirlo è la relazione sull’attività svolta nel 2023 da Claudia Giudici, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, che ha illustrato nei giorni scorsi i dati in commissione Cultura e parità, presiedute da Francesca Marchetti e Federico Amico.

Ultimo ambito di attività svolte nel 2023 sul quale la garante ha richiamato l’attenzione dell’Assemblea legislativa è quello dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. “Al 31 dicembre 2023 erano 1.922, l’8,2% del totale nazionale, i minori stranieri non accompagnati censiti in Emilia-Romagna. La nostra regione si conferma, dopo Lombardia e Sicilia, fra le prime per accoglienza. Dei minori accolti, l’81,2% sono di genere maschile e il 18,8% di genere femminile. La nazionalità ucraina, con il 34,6%, continua a essere quella più rappresentata. Oltre il 50% dei minori sono collocati nelle aree provinciali di Bologna (28%), Modena (14,4%) e Ravenna (10,8%). Seguono percentualmente, Reggio Emilia (9,3%), Parma (8,6%), Forlì-Cesena (8,5%), Rimini (7,5%), Piacenza (6,7%) e Ferrara (6,2%) – ha concluso la garante -. Anche nel 2023 si è svolto il corso regionale per tutori volontari per minori stranieri non accompagnati, al quale hanno partecipato 37 persone”.

Un altro aspetto critico sul quale si è soffermata Giudici è quello sul ritiro sociale in adolescenza. “Secondo le prime tendenze emerse dalla rilevazione avviata a giugno 2023 – si spiega – sono 762 le segnalazioni raccolte dai sevizi, con un picco maggiore nella fascia 15-16 anni (38,3%) ma con un inizio significativo a partire dai 12 anni. Nel 44% dei casi, il minore non frequenta più la scuola (243 sono in età di obbligo scolastico), mentre il 55% ha mantenuto i rapporti con la scuola. È emerso un pervasivo utilizzo digitale differenziato tra maschi (videogiochi) e femmine (social). Il disturbo prevalente, nel 33,5% dei casi è l’ansia, seguito dalla depressione nel 16%”. Altri ambiti sui quali la garante ha lavorato nel 2023 sono stati le segnalazioni, l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, il contrasto alla povertà educativa, la promozione della partecipazione attraverso l’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze. Sul fronte delle segnalazioni sono state 61 quelle trattate, di cui 40 ricevute nel 2023 e 21 nel 2022. Come spiegato dalla garante, è l’Ufficio di garanzia a raccoglierle e da quel momento viene attivata una fase di approfondimento che può coinvolgere i segnalanti, le Autorità e le Istituzioni preposte, i servizi sociali. “Nei casi più gravi la segnalazione può essere trasmessa alla procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni e, in relazione a gravi condotte degli adulti, anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente per territorio”, ha spiegato Giudici. L’area maggiormente rappresentata è stata quella bolognese, con il 67,5% delle segnalazioni. Seguono la provincia di Piacenza e Parma (7,5%), quella di Reggio-Emilia (5%) e di Modena e Forlì-Cesena (2,5%), per un totale di 29 minori coinvolti.

Riguardo all’Assemblea dei ragazzi e delle ragazze, la garante ha evidenziato come “costituisca un importante momento partecipativo. Istituita nel novembre 2021, si compone di una cinquantina di giovani, che provengono da tutta la regione, con età compresa tra i dieci e i diciotto anni”. Nel 2023 sono stati numerosi gli incontri dell’Assemblea, sia in presenza che in modalità on line. “Al centro del confronto il tema dei luoghi dedicati ai giovani – ha proseguito la garante -. Su questo tema è stato avviato un progetto confluito nella presentazione del manifesto ‘Gli spazi che vogliamo’, che contiene suggerimenti e idee per migliorare gli spazi quotidiani di ragazze e ragazzi.
Le proposte riguardano le caratteristiche che dovrebbero avere gli spazi attrattivi, quelli di relazione con gli adulti, quelli scolastici, inclusivi e sostenibili, fino ad arrivare agli spazi digitali”.

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