Compra una polizza auto su internet, paga 300 euro, ma era una truffa. Denunciato 36enne italiano

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Questo è quello che in sintesi è successo ad un 55enne di Fontanellato, che dopo tanto navigare, è finito in un porto inesistente.

Le garanzie c’erano tutte, i numeri di telefono pubblicizzati su internet, pertanto affidabili, ma con un sapiente raggiro l’uomo è stato truffato. Contattato il numero pubblicizzato su internet, ed aver parlato con un “operatore” che si spacciava per un dipendente della compagnia assicuratrice, la vittima veniva convinta ad effettuare il pagamento con un qr-code inviatogli per e-mail.

L’uomo, assolutamente convinto di parlare con l’assicurazione inviava anche il suo documento d’identità e la copia del libretto di circolazione dell’auto da assicurare.

Ricevute tutte le indicazioni il 55enne si recava in una tabaccheria ed effettuava il pagamento di 300 euro, ma contattato il numero per avere conferma della riuscita dell’operazione, si sentiva rispondere che il pagamento non era andato a buon fine in quanto non era stato inserito il numero di targa del veicolo e che sarebbe stato necessario effettuarne un altro del medesimo importo.

Dopo avere effettuato il secondo pagamento la vittima riceveva un messaggio “allert” generato automaticamente che lo metteva in guardia da possibili truffe a suo danno.

Letto il messaggio la vittima intuiva si essere stato truffato, ma ormai era troppo tardi in quanto i bonifici era partiti e si recava così dai Carabinieri di Colorno dove sporgeva formale denuncia.

I Carabinieri indagando, attraverso l’acquisizione della documentazione bancaria e dei tabulati telefonici sono giunti all’identificazione di un 36enne, titolare del codice IBAN in favore del quale la vittima aveva fatto le operazioni.

Il 36enne italiano, già gravato da segnalazioni di polizia per reati analoghi, al termine dei necessari e approfonditi riscontri, fatto salvo il principio di innocenza fino a sentenza definitiva è statodenunciato in stato di libertà alla Procura della repubblica di Parma perché ritenuto il presunto responsabile del reato di truffa.

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