La stella Frida Bollani Magoni, con mamma Petra, illumina la Casa della Musica (VIDEO)

0

(di Gabriele Majo, da StadioTardini.it) – Quando Frida Bollani Magoni, nel presentare il brano da lei scritto e musicato dal titolo “Seventeen”, ha spiegato che ad una minorenne non era consentito, ad esempio, tenere un concerto fino a mezzanotte, dovendo scappare come Cenerentola prima dello scoccare del nuovo giorno, ho pensato che, ora che è ampiamente maggiorenne, avrebbe deliziato la platea della Casa della Musica (propriamente detta, ossia la sala concerti con bel soffitto a travi e non, causa maltempo, il cortile interno dominato dai Du Brasè, Ercole ed Anteo) fino a notte fonda: invece la cantautrice polistrumentista (oltre all’amato pianoforte, si è esibita anche con uno strumento a fiato simil armonica), nel prossimo settembre ventenne, ha fatto finta di avere ancora 17 anni, chiudendo la sua esibizione abbondantemente prima delle 24.

Peccato, perché seguire Frida, cerchietto a tenere raccolti i capelli, scintillante vestito verde, scalza ai piedi durante la performance, era davvero un’emozione ed un piacere, avendo saputo subito creare un clima famigliare (forse un po’ troppo, per via delle continue invasioni di campo dell’ingombrante mamma Petra Magoni, seduta in prima fila, non c’era, invece, il papà Stefano Bollani, ma, sempre per rimanere in famiglia, c’era lo zio, fratello del padre, a curare la parte audio) col pubblico, chiamato, ad esempio, ad interagire durante l’esecuzione, forse un po’ difficile per chi è meno dotato di lei, di Caruso, ma che lo stesso ci ha provato, restituendole un po’ di calore.

Giovane, ma già abbastanza paracula, la figlia d’arte ha cercato di conquistare il cuore dei parmigiani menzionando più volte il nome della città, abbeverandosi con l’Acqua di Parma (ma non era un profumo?) e spandendo lodi sperticate al ristorante prospiciente, pur senza menzionarlo, ma immagino fosse la Gatta Matta, che in effetti una volta (è un po’ che non frequento) era uno dei miei locali preferiti.

A duettare con la protagonista della serata (che tre anni fa, di questi tempi, si era esibita al Quirinale per il presidente Mattarella in occasione della Festa della Repubblica, tra l’altro con un toccante Inno di MameliAlbert Eno (varie chitarre, in media una per ogni brano proposto, l’ex vocalist dei Kismet, è solista dal 2018): i due hanno dato vita ad un fortunato sodalizio artistico che valorizza le doti di entrambi, con la sua voce vigorosa e fremente e col suo background pop-rock Albert Eno sostiene Frida nelle sue esplorazioni nel repertorio extra-jazzistico e nei suoi giochi vocali con l’harmonizer “con quel trucco che mi sdoppia la voce” che l’indimenticata Giuni Russo cantava nell’82 in “Un’estate al mare”.

Sono diversi gli interessi musicali coltivati da Frida che, ipovedente, a sette anni impara le notazioni in Braille con la guida del maestro Paolo Razzuoli: in parte condivisi coi genitori (Lucio Dalla, Leonard Cohen, Franco Battiato) – i due brani di chiusura, non a caso, sono cover de “La Cura” ed “Imagine”, il bis una rielaborazione di Hallelujah – sino alla musica della sua generazione (da Ariana Grande a Britney Spears), che han trovato spazio nella famigliare serata di mercoledì 12 giugno 2024 alla Casa della Musica, realizzata in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Parma ed Ars Canto G. Verdi Parma. Gabriele Majo (da StadioTardini.it)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here