Un medico di Parma arrestato per truffa aggravata e falsità ideologica: avrebbe incassato €81.650 senza lavorare

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno arrestato un medico che, secondo l’accusa,avrebbe incassato indebitamente €81.650 dall’AUSL di Parma fingendo di essere presente in servizio presso l’Istituto Penitenziario di Parma. L’uomo, che svolgeva la sua attività libero-professionale, avrebbe sistematicamente timbrato il cartellino in entrata e in uscita, ma poi si sarebbe allontanato per svolgere altri lavori privati.

Le indagini sono iniziate da un controllo della spesa pubblica in ambito sanitario, condotto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Parma, in merito agli incarichi professionali conferiti dall’AUSL di Parma al medico. I preliminari accertamenti hanno permesso di scoprire che l’uomo, oltre al suo lavoro presso il carcere, svolgeva da tempo diversi altri incarichi professionali presso strutture mediche private e sostituiva medici di medicina generale in città.

Secondo l’ipotesi investigativa, il medico avrebbe agito con “abitualità e professionalità” per assentarsi dal lavoro in carcere e svolgere altre attività retribuite. L’uomo avrebbe timbrato il cartellino in entrata presso tre diversi terminali all’interno del carcere, per poi allontanarsi senza timbrare l’uscita del badge dell’AUSL. Successivamente, avrebbe svolto la sua prestazione professionale in luoghi esterni al carcere, per poi rientrare senza timbrare l’ingresso del badge dell’AUSL e infine timbrare l’uscita dei badge dell’AUSL e del carcere a fine “giornata lavorativa”.

Le indagini hanno rivelato che le timbrature registrate dai rilevatori gestiti dall’Istituto penitenziario e quelle del rilevatore installato dall’AUSL all’interno del carcere non coincidono. In particolare, nel periodo gennaio 2021-marzo 2024, l’uomo avrebbe effettivamente lavorato solo 2944 ore, contro le 6576 ore attestate all’AUSL. La condotta del medico avrebbe indotto in errore l’AUSL, che gli ha corrisposto una retribuzione maggiore a fronte di prestazioni lavorative non svolte per un totale di €81.651,56.

Al medico sono state contestate le ipotesi di reato di “truffa aggravata ai danni dello Stato” (art. 640, comma 2, n. 1),c.p.) e “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art. 479 c.p.).

Le attività di indagine delle Fiamme Gialle sono state svolte con la collaborazione della Direzione dell’Istituto Penitenziario e dell’AUSL di Parma.

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