L’affare della collana

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Oggi, in questo articolo, non vi parleremo di diamanti, zaffiri, smeraldi e pietre preziosi, ne tantomeno dei bracciali, ne di orologi e ne di ciò che concerne l’acquisto di prodotti di gioielleria, con l’aiuto della gioielleria a Palermo Cipolla dal 1950, vi racconteremo una storia, una di quelle storie affascinanti che grazie al loro scalpore lasciano tracce indelebili della loro esistenza, la storia di una collana, “lo scandalo della collana”.

Come recita il titolo “l’affare della collana”, fu una vera e propria truffa accaduta nella Francia degli anni 80 del secolo XVIII, da parte della contessa J. de SaintRemy de Valois ai danni della celebre regina di Francia Maria Antonietta.

La collana che fa da protagonista allo scandola è stata creata dai gioiellieri teutonici Bohmer e Bassenge, che per anni avevano collezionato pietre preziose con l’idea di venderle dopo averle trasformate nel più amabile dei collier, vendita nei confronti della contessa Du Barri favorita di Luigi XV.
Infatti dopo la morte del re nel 1774 i gioiellieri pensarono di offrirla alla nuova regina Maria Antonietta, il suo valore era stimato a 1.600.000 livres, pari a circa 500 kg d’oro, giusto per darvi una proporzione d’idea.

Nel 1778 Luigi XVI offri il gioiello alla regina anche se la donna rifiutò dicendogli che con lo stesso investimento di denaro avrebbero potuto acquistare un vascello, anche se in realtà quest’ultima potrebbe benissimo essere una leggenda infatti si vocifera anche che fu lo stesso Luigi XVI a pentirsene, fatto sta che i gioiellieri tedeschi non riuscirono a vendere la collana ne in Francia ne in Germania ne all’estero.

Dopo la nascita del delfino Luigi Giuseppe nell’anno 1781 nel tentativo di sfruttare ondata emozionale dei regnanti provarono ancora una volta a venderla direttamente a Maria Antonietta la quale si rifiutò nuovamente.

La storia

Furono Remy de Valois e altri due avventurieri a ordire un piano diabolico per poter guadagnare del denaro e del potere grazie proprio alla collana, che dopo numerose vicissitudini, questa discendente di Enrico II di Francia aveva sposato il conte La Motte e vivevano in una piccola pensione che il re aveva donato loro.
Valois entrò nel 1784 in contatto con il cardiale Rohan, ex ambasciatore di Vienna.
La regina di Francia non vedeva di buon occhio il cardinale, in quanto aveva sperperato alcuni suoi segreti all’imperatrice d’Austria, nonchè sua madre.

Il cardinale aspirava mostruosamente alla carica di primo ministro di Francia e cercò in tutti i modi di riconquistarsi la sua buona reputazione agli occhi della regina.
La contessa De La Motte lo convinse di godere del favore di Maria Antonietta e Rohan, pensò di approfittarne.
Comincio quindi una fitta rete di corrispondenza tra il cardinale di Rohan e la regina Maria Antonietta, il tutto orchestrato da Jeanne Valois.
Il tono della lettera divenne sempre più fitto e caldo finchè il cardinale, convinto che la regina fosse di lui innamorata le chiese un appuntamento segreto.

L’incontro ebbe luogo nel 1784 a Versailles ma colei che si presentò fingendosi Maria Antonietta in realtà fu Nicole D’oliva una prostituta, promettendo al cardinale le incomprensioni del passato.
Lo scopo di J. Valois era quello di impadronirsi del denaro e tramite quest’ultimo la stessa potè ritagliarsi un suo ruolo nell’alta aristocrazia francese, mandando in rovina il cardinale.

I gioiellieri credevano alle relazione tra le due donne, e quindi pensarono di usare la contessa De La Motte per vendere la collana a Maria Antonietta.
Nel Gennaio del 1785 la contessa annunciò che la regina avrebbe acquistata la collana ma che per via del costo elevato non lo avrebbe fatto apertamente ma tramite un intermediario e fu proprio il cardinale a trattare sul prezzo, riuscendo a strappare la collana a un 1.600.000 livres pagabili in rate, il tutto affermando di essere stato autorizzato dalla stessa Maria Antonietta.

Al momento del pagamento, J. Valois portò ai gioiellieri una nota del cardinale ma questo non bastò e Bohmer si lamentò con la regina che il 15 Agosto del 1785 si disse nettamente allo scuro di tutto.

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