Laminam, quando sapremo la verità sulle emissioni?

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“Quando sapremo la verità su Laminam?”- così esordisce in una nota Gaetana Russo, vice coordinatrice  provinciale di Fratelli d’Italia di Parma.

“Era il febbraio 2017 quando la Procura incaricò il Collegio tecnico, dott.sa Del Borrello e dott. Ercoli, di accertare se e quale tipo di incidenza, qualitativa e quantitativa, vi fosse tra le sostanze rilevate nelle emissioni prodotte dagli impianti della ditta Laminam e le patologie lamentate dalla popolazione di Borgo Val di Taro.

E non è “questione da poco”, se oggetto delle indagini è la valutazione del pericolo per l’incolumità della salute pubblica della popolazione dimorante nel territorio circostante lo stabilimento, posto che lo stesso si troverebbe nelle immediate vicinanze del centro abitato e di alcuni obbiettivi sensibili, come le scuole.

Ma da quanto risulta” – prosegue l’avvocato Russo” –  il PM ad oltre due anni dalla apertura delle indagini, a fine maggio avrebbe richiesto al GIP un’ennesima proroga di sei mesi, che scontenta tutti: le parti offese, che attendono di poter chiedere giustizia, in un giusto processo, che non è ancora nemmeno iniziato; la società Laminam, che si arrabatta nel frattempo in una pagina non felice della propria vita aziendale.

Al netto delle contrapposte posizioni in campo, quando in discussione è la salute delle persone, ciò che mortificherebbe tutti è il pericolo della prescrizione dei reati, anticipando lo scenario, come in altri casi,incorsi nelle maglie di una imperfetta giustizia, di un processo che pur trovando sfogo nelle aule di giustizia, si avvia ad un esito amaro, che non rende giustizia né agli uni, né agli altri, con la declaratoria (salvo sospensione e/o rinunce) di prescrizione dei reati. Ebbene” – conclude la rappresentante di FdI – “non possiamo che augurarci che ad una lungaggine che imbarezzerebbe tutti gli addetti ai lavori, e che se procrastinata apparirebbe incomprensibile (essendo stata depositata ad agosto laperizia, peraltro molto chiara, da parte dei tecnici), con celerità si dia finalmente inizio ad un processo, ove tutte le parti possano confrontarsi, nel rispetto del proprio diritto a “credere” nella giustizia”.

 

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