Bruno Mora, uno dei calciatori parmensi più forti di sempre

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Tra i calciatori nati a Parma che più si sono distinti in Serie A troviamo un campione del passato, la cui storia merita di essere conosciuta e apprezzata. Stiamo facendo riferimento a Bruno Mora, che ha militato anche con la maglia della Juventus.

Proprio a Torino, infatti, Mora ha fatto molto parlare di sé, grazie a delle ottime prestazioni sul rettangolo di gioco. Dopo due anni di militanza alla Juventus, Mora viene ceduto: la colpa non è assolutamente delle sue performance calcistiche, quanto piuttosto del fatto che la società zebrata aveva intenzione di comprare un forte difensore ed era disposta anche a sacrificare il suo attaccante più forte.

Bruno Mora e quel maledetto mese di dicembre

A parte l’esperienza alla Juventus c’è un mese, dicembre, che purtroppo è ricorso spesso nella vita del calciatore, scandendo due date impossibili da dimenticare. Nel 1965, a dicembre, un gravissimo infortunio colpì Mora e lo costrinse, in pratica, ad abbandonare la sua carriera in Serie A. E sempre a dicembre, nel 1986, un brutto male portò alla sua scomparsa, quando aveva solamente 49 anni.

Classe ed estro non sono mai mancati a Mora e, anzi, si può tranquillamente definire come il calciatore parmense più forte di tutti i tempi. Il suo ruolo? L’ala destra. Giocò anche nel Milan, al fianco di Gianni Rivera, che non esitò a definirlo uno dei più importanti giocatori mai visti sul rettangolo di gioco, citandolo nella sua personale squadra migliore di sempre. E, tra le compagini migliori di sempre, qualcuno inserisce anche la Juve attuale, sostenendo come abbia quest’anno, con Sarri, tutte le carte in regola per provare a vincere la Champions League. Ebbene, con vari sistemi di scommesse, si può provare a puntare su una delle tante piattaforme di gambling presenti online, visto che le quote sono ancora molto interessanti.

Il gravissimo infortunio che gli tolse la possibilità di fare ancora un po’ di anni ad alto livello, avvenne in uno scontro con il portiere Spalazzi, durante una partita tra il suo Milan e il Bologna, nel 1965. Mancavano a quel tempo pochi mesi rispetto all’inizio del Mondiale, in Inghilterra, in cui Mora sarebbe stato convocato senza ombra di dubbio. E, con ogni probabilità, ne sarebbe diventato uno dei protagonisti principali. Un vero e proprio peccato, perché con prestazioni importanti nella successiva rassegna iridata, il nome di Mora si sarebbe diffuso a livello internazionale.

L’infortunio, però, non lo colpì a tal punto da costringerlo a lasciare il calcio: ecco spiegato il motivo per cui, dopo qualche tempo, Bruno decise di rimettersi in gioco, dimostrando ancora una volta una grande forza di volontà, spirito di sacrificio e anche quell’umiltà che tanto l’ha contraddistinto lungo tutto il corso della sua carriera.

Così, Bruno Mora decise di mettere al servizio della squadra della sua città, il Parma, tutta la sua esperienza ad alti livelli. Così, le ultime stagioni calcistiche le disputò proprio con la formazione emiliana in Serie C. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, ecco che Mora ebbe l’intuizione di trasmettere il suo sapere e il suo estro ai più giovani.

Allenatore di calcio, ma quel male incurabile lo portò via troppo presto

Quindi, cominciò a fare da insegnante di calcio ai più giovani, provando a cimentarsi in una carriera da allenatore che certamente avrebbe potuto riservargli diverse soddisfazioni. Ebbene, quell’entusiasmo che tanto Bruno metteva mentre era in campo, lo stava riportando anche in panchina, in una veste del tutto nuova per la sua carriera.

Un entusiasmo che, purtroppo, durò pochissimo, dal momento che di lì a poco iniziarono i guai di salute per Bruno Mora, che si trovò a dover fare i conti con uno di quei mali incurabili con cui c’è ben poco da fare. Una carriera stroncata troppo presto, ma soprattutto una vita che l’ha visto volare via con largo anticipo, quando aveva solo 49 anni.

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