Gela – I “pizzini” dal carcere ai sodali tramite il suo legale, un arresto anche a Parma

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La Squadra Mobile di Caltanissetta, con l’ausilio della Squadra Mobile di Parma, ha dato esecuzione a nr. 4 ordinanze di applicazione di misura cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica.

Sono finiti in carcere:

Ferrara Grazio, 39 anni, Avvocato del Foro di Gela;

Rinzivillo Benedetto, inteso “Peppe ucurtu”, 55 anni, imprenditore gelese attivo nel commercio delle carni Incorvaia

Incorvaia Giuseppe, imprenditore di Licata (AG) in pensione, 73 anni;

Zuppardo Emanuele, 62 anni, di fatto domiciliato a Parma, in atto sottoposto alla libertà vigilata.

Nell’ambito dell’indagine, è emersa la figura di un avvocato del Foro di Gela, quale uomo di fiducia del boss gelese Rinzivillo sin dal 2016 (durante il periodo delle indagini poi confluite nell’Operazione Extra Fines) quando lo aveva fatto contattare da un suo affiliato.

L’avvocato costituiva la longa manus del Rinzivillo negli affari intessuti dal boss gelese con altri appartenenti al clan Rinzivillo. Infatti Rinzivillo impartiva al legale ordini precisi che andavano ben oltre gli incarichi forensi.

La disponibilità del legale nei confronti del boss gelese si manifestava anche dopo la carcerazione del boss: infatti, è proprio al suo avvocato che Rinzivillo, approfittando del suo status di insospettabile legale, affidava il compito di fare uscire i suoi ordini per altri esponenti della consorteria mafiosa, ancora liberi sul territorio. 

Nel corso dell’indagine è stato anche rilevato che l’avvocato faceva pervenire al boss messaggi dai sodali liberi, attraverso l’esibizione di fogli manoscritti durante i colloqui in carcere: una modalità ingegnosa con la quale l’avvocato gelese pensava di eludere eventuali intercettazioni ambientali a suo carico.

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