Pizzarotti si candida alle Europee: le reazioni della politica locale

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Dopo le sciabolate della Lega in conferenza stampa con l‘ufficialità della candidatura di Pizzarotti per le prossime elezioni europee piovono le reazioni della politica locale. E arriva anche quella di Matteo Salvini.

Salvini – PIZZAROTTI CANDIDATO?
UN OTTIMO MOTIVO PER DIMETTERSI E PERMETTERE A PARMA DI RINASCERE. 
Al di là dei commenti sulla scelta di Pizzarotti di candidarsi alle europee dopo neanche 2 anni del secondo mandato, alla vigilia dell’anno in cui Parma sarà Capitale italiana della Cultura, preferiamo parlare di fatti.
I fatti dicono che che:
1) Fino ad oggi Pizzarotti aveva sempre negato di volersi candidare, dicendo che era giusto portare a termine il mandato da sindaco: e invece si è ufficialmente candidato come Capolista al Parlamento Europeo tradendo il mandato dei parmigiani;
2) Fino ad oggi aveva detto che governare Parma era la sua priorità: e invece, come denunciamo da molto tempo, è da mesi che si occupa solo di polemizzare con il Governo, della sua promozione personale, di cercare alleanze elettorali, di fare comparsate in tv. La nostra Parma è ormai abbandonata a se stessa.
3) Fino ad oggi aveva detto di pensare solo a Parma: e invece a Parma non c’è mai. Un giorno è a Lecce, l’altro a Bologna, l’altro ancora a Roma a cercare inciuci politici per il suo partitino per le elezioni europee, oppure va alla festa dell’Unità a lisciarsi il PD per le regionali o, peggio ancora, fa un giro in Burundi a salvare il mondo con i selfie sui social;
4) Fino ad oggi – dopo l’abbandono dei 5 stelle – aveva sostenuto di essere civico: e invece in questi mesi ha inciuciato con PD, Verdi e Radicali per arrivare a candidarsi con gente che è passata dal centrosinistra a Berlusconi, a Fini, a Monti, poi a Letta, poi a Renzi, poi a Gentiloni e insieme a ciò che resta dei partiti della prima repubblica come socialisti e repubblicani: questo non è certo civismo, né qualcosa di nuovo, ma il peggio della vecchia politica con ripensamenti, tradimenti e sgambetti.
Per correttezza e coerenza, dovrebbe dimettersi da sindaco oggi stesso per permettere alla città di andare alle elezioni al più presto, senza prendere ulteriormente in giro i parmigiani e per fare quanto aveva pubblicamente intimato a Bernazzoli alle comunali del 2012.
Noi ce lo ricordiamo ma Pizzarotti si è dimenticato anche di questo.

Casa Pound –  L’ennesimo schiaffo ad una città che, dopo sette anni di malagestione, ha ormai abbandonato da tempo al suo destino”. Commenta così Pier Paolo Mora, coordinatore regionale di CasaPound Italia, la scelta di Federico Pizzarotti di candidarsi alle prossime elezioni europee come capolista di ‘Più Europa’.

“Siamo curiosi di sapere quale sarebbe lo spirito di servizio – osserva – e perché mai un elettore di Pizzarotti o della Bonino dovrebbero votare un capolista che non vuole fare l’europarlamentare?”
“Ci ricordiamo perfettamente – continua – di quando l’allora candidato sindaco Pizzarotti invitò il presidente della provincia Bernazzoli, anch’egli candidato a sindaco, a dimettersi dalla sua carica accusandolo di tenere un piede in due scarpe, oggi quindi gli diciamo di fare lo stesso e di dimostrare coerenza per una volta”.
“Certo è che – conclude Mora – tra i viaggi in Burundi e le sue assenze in consiglio mentre la città sembra in un declino inarrestabile, la sensazione è quella di un sindaco che già da tempo pensa più alla sua carriera politica che alla città che amministra, ed anche questo è un ottimo motivo per lasciare”.

Segreteria Cittadina Pd Parma – Gruppo Consiliare Pd Parma – Della candidatura del sindaco Pizzarotti al Parlamento Europeo si vociferava già da mesi e dunque la notizia non stupisce più di tanto chi segue la cronaca politica, anche perché da tempo ormai il sindaco ha preso ad occuparsi molto attivamente della politica nazionale.

Crediamo invece che questa scelta possa destare stupore nei cittadini che lo hanno eletto a sindaco di Parma da meno di due anni.
Ovviamente il sindaco Pizzarotti ha il diritto di candidarsi dove ritiene, ma pensiamo che la coerenza ed il rispetto per gli elettori impongano di terminare l’incarico per il quale si è stati eletti, prima di candidarsi ad un altro (peraltro incompatibile).

Se Pizzarotti verrà eletto all’Europarlamento (cosa non scontata) cosa farà? Sì dimetterà da sindaco a metà mandato, portando al voto anticipato la città, magari proprio nel “fatidico” 2020? Oppure rinuncerà al seggio europeo, tradendo così la fiducia di chi lo ha votato?

E ancora: intende correre alle europee da candidato sindaco dopo aver vinto le amministrative 2012 accusando il candidato del centro sinistra di avere il paracadute?
Lo scopriremo solo vivendo… Nel frattempo noi continuiamo a lavorare per il futuro di Parma, che è la cosa che ci sta a cuore più di ogni altra cosa. 

Parma Protagonista –  Dopo mesi di assenza dalla città dovuta all’avventura nazionale di Italia in Comune, il sindaco dell’altrove si concede altri 45 giorni di campagna elettorale europea, per potersi poi giocare eventualmente la partita della regione Emilia Romagna. Una specie di salto triplo insomma, da parte di chi spergiurava che avrebbe fatto il sindaco per 5 anni e rimproverava al suo avversario Paolo Scarpa di essere mosso esclusivamente da “ambizione personale”.  Parma si trova così ridotta al ruolo di trampolino di lancio, in una situazione di incertezza politica e amministrativa, dopo neppure venti mesi dalle elezioni che hanno confermato Pizzarotti sindaco.

Se verrà eletto parlamentare, dovrà scegliere l’una o l’altra carica e se – come molti già dicono e lui stesso ventila – le europee sono solo una vetrina mediatica per la successiva campagna elettorale regionale, siamo alla negazione del senso delle istituzioni e alla presa in giro degli elettori. Per questo riteniamo che Pizzarotti debba rassegnare oggi stesso le sue dimissioni, perché possa essere libero di inseguire le proprie ambizioni senza portarsi dietro la città, che ha bisogno di riprendere in mano se stessa ed essere governata davvero; per evitare insomma a Parma l’umiliazione di essere la scenografia di una campagna permanente di chi dovrebbe lavorare per la città e invece lavora per se stesso, con la scusa della “guerra di civiltà” contro le destre.
Dopo sette anni di amministrazione Pizzarotti, molti problemi di Parma rimangono irrisolti: il disagio delle periferie, l’abbandono del centro, le difficoltà del sistema di welfare, le infrastrutture per la mobilità, la qualità dell’aria, il trasporto pubblico, la sicurezza. In sette anni non si è data una risposta alla crisi dell’aeroporto, al Teatro dei dialetti, al Ponte Nord, all’accessibilità delle Fiere, alla Stazione, al risanamento ambientale, al riequilibrio del sistema commerciale, mentre si sono buttati soldi pubblici in orrori urbani come la rimozione del progetto Botta di Piazzale della Pace. Intanto sul bilancio comunale grava la minaccia di un contenzioso milionario per le procedure seguite nell’autorizzazione del Centro Commerciale di Baganzola.
Auguriamo a Pizzarotti un felice futuro da politico, ma fuori da Parma: compia un gesto di dignità e lasci che la città torni a riappropriarsi del suo destino con nuove elezioni.

Fabrizio Pezzuto –  Rotto il patto di fiducia con noi cittadini di Parma. Mi aspetto che si dimetta per il bene della città e si dedichi a tempo pieno alla sua nuova avventuraLa notizia della candidatura di Federico Pizzarotti alle prossime elezioni europee alza definitivamente il velo su quanto da tempo vado dicendo: Parma di fatto oggi perde il suo Sindaco che evidentemente ha fatto la sua scelta privilegiando il suo futuro in politica piuttosto che il rispetto del mandato che i cittadini gli hanno conferito per amministrare la città fino al 2022. 

E non ci si venga a dire che questa è una candidatura di bandiera per portare voti alla lista, perché sarebbe doppiamente ingannevole per Parma e per gli elettori del Collegio e sarebbe perfettamente in linea con quella “vecchia politica” che il nostro sindaco dice di voler superare. Da troppo tempo era chiaro che le maggiori energie di Federico Pizzarotti sono state spese per l’obiettivo politico nazionale. A scanso di equivoci, la Legge impone le dimissioni da Sindaco in caso di elezione al Parlamento Europeo o la rinuncia al posto da europarlamentare. 

Sul piano personale ovviamente non ho nulla da eccepire rispetto a questa decisione, su quello politico invece qualche considerazione a questo punto va fatta. Parma ha bisogno di un’amministrazione al completo e di un Sindaco a tempo pieno, ne ha bisogno perché troppe partite cruciali rimangono aperte: dall’aeroporto al progetto “Capitale della Cultura 2020”, solo per citarne due, ma anche il futuro del nostro polo fieristico,  la cura e lo sviluppo di tutte quelle dotazioni infrastrutturali di cui una città come la nostra ha bisogno, la cura della città e la lotta al degrado, il rilancio del centro storico, la lotta alle nuove e vecchie povertà, la ricerca di maggiore sicurezza.

Perdere un Sindaco impegnato in campagna elettorale per quasi due mesi è un lusso che nessun territorio dinamico può permettersi, meno che meno può farlo Parma! Se a questo si aggiunge il fatto che già da un anno il Sindaco risulta “diversamente presente” in Comune, impegnato in presentazioni o incontri politici che nulla hanno a chè fare con la città, il quadro è completo.

Per me, in politica non tutto è concesso, chi viene eletto per un mandato non può svicolare dopo 2 anni per qualcosa di meglio; nella mia scala valoriale della politica non esiste il salto della poltrona o il tradimento degli elettori.

Per questo motivo non sarò io a chiedere le dimissioni, ma mi attendo che Federico Pizzarotti faccia un gesto d’amore verso la sua città, oltre che un gesto di coerenza rispetto a sé stesso ricordando quanto contestava nel 2012 al candidato sindaco Vincenzo Bernazzoli. Mi aspetto che lo faccia per il bene della sua città e per il rispetto che ogni Sindaco deve verso i cittadini che lo hanno eletto. 

Se così sarà,  io personalmente sarò pronto a fare tutte le valutazioni necessarie, senza preclusione alcuna, per dare avvio a una nuova fase amministrativa che traghetti Parma alle prossime elezioni in tempi rapidi per poter avere un Sindaco vero e concentrato sulla scadenza del 2020.

1 commento

  1. Noi del MoVimento 5 Stelle per primi abbiamo pagato lo scotto, ahimè, del tradimento di Federico che ha stracciato il nostro programma elettorale ed abbandonato noi sostenitori ed attivisti per prendere la strada dell’inciucio coi poteri forti della città. Per noi il boccone fu molto amaro.
    Dopo la sua rielezione, fortemente sostenuto da… meglio non infierire… da mesi egli sta cercando casa prima con “Effetto Parma” – quell’oggetto non identificato che Beppe Grillo ha da subito ribattezzato “Effetto cadrega (poltrona)” -, poi coi Radicali, poi col PD Renziano, poi con PD anti renziano, poi coi Verdi, poi con un partito civico dei Sindaci (ma esiste davvero?), poi con “Più Europa”. Insomma, “l’hanno amata tutti”, come dicevano Stanlio e Onlio in un vecchio film, guardando con occhi languidi, insieme ai loro camerati, la foto della stessa ragazza che tutti spacciavano per la propria fidanzata.
    Pizzarotti è il simbolo di un’ipocrita mediocrità, beninteso, con buone maniere e smaglianti sorrisi da truffatore incallito, che ha portato Parma ad una opacità e ad un declino che nulla ha a che vedere coi fasti del passato di cui tanto ci facciamo lustro. Oggi spero che la maggioranza dei parmigiani, e specialmente coloro che lo hanno rivotato in buona fede, come d’altronde facemmo pure noi, abbia finalmente capito quanto Pizzarotti sia (peri)patetico.
    Ora ritengo che la nostra amata città abbia il dovere di sbarazzarsi di colui che si è spacciato per il tecnico del gas per ingannare le vecchiette, e di voltare pagina, lasciando ai book maker le scommesse su quanto durerà l’idillio di Pizzarotti con “Più Europa”. Per quel che mi riguarda, io che per primo denunciai il suo ricambiato amore col Partito Democratico, quando i media e la gente ancora non riuscivano a crederci, oggi non ho più alcun interesse per le sue sorti, ma ancora spero tenacemente che Parma sappia svegliarsi da un sogno che si è rivelato un incubo. Non abbiamo bisogno di più Europa, ma di più Parma, a mio avviso. E non credo di essere il solo a pensarlo.

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