Borgotaro e caso Laminam- Dal comitato regionale: “Non sussistono condizioni di pericolo per i cittadini”

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Arrivano gli esiti delle indagini ambientali e sanitarie condotte a Borgotaro dopo il caso “puzza” proveniente dallo stabilimento Laminam che ha provocato non pochi disagi ad alcuni cittadini, con reazioni come tosse, affaticamento nel respiro e irritazione cutanea. Ma secondo le analisi: “Nessuna delle sostanze analizzate raggiunge le soglie di effetto sulla salute e non sussistono condizioni di pericolo per i cittadini. Anche le indagini specifiche sulle emissioni di Laminam confermano questo quadro e danno gli stessi risultati”. Le indagini sono state condotte a partire dallo scorso luglio con il contributo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

L’assessora regionale Paola Gazzolo ha dichiarato che i dati raccolti escludono condizioni di pericolo per la salute ma permangono segnalazioni di disagi da parte della popolazione e vanno tenute in considerazione.

Il comitato tecnico scientifico era stato creato a supporto del tavolo di lavoro regionale per portare nuovi dati a analisi oltre a quelle effettuate da Arpae e Ausl. In particolare il comitato ha raccolto i dati chimico-fisico-ambientali e la valutazione delle segnalazioni di disagio olfattivo e/o disturbo sanitario. Nell’aria è stata riscontrata la presenza nell’aria di ben 50 sostanze, compreso cloro, fluoro e zolfo. Altri monitoraggi (ancora in corso fino ad ottobre) sono stati fatti con 15 postazioni per 7 giorni consecutivi e a settimane alternate. L’obiettivo delle indagini è capire se c’è presenza nociva di aldeidi, composti organici volatili e acidi inorganici. E’ stato anche accertato il rispetto del Dnel (Derived no effect level).

Per quanto riguarda le indagini, le visite svolte da febbraio 2017 a dicembre 2018 sono state 386 su 231 pazienti: 171 adulti e 60 bambini e ragazzi di età inferiore ai 15 anni. I sintomi più frequenti riportati sono a carico degli occhi e della faringe. L’interpretazione dei risultati analitici è stata fatta seguendo un approccio cautelativo derivato dalla tossicologia, non limitandosi a verificare il rispetto dei limiti normativi: il valore preso a riferimento è il Dnel (Derived no effect level), che indica la soglia al di sotto della quale non si osservano effetti avversi sulla salute. Da queste analisi emerge che nessuna delle sostanze rilevate raggiunge la soglia di effetto, posizionandosi al di sotto anche della concentrazione alla quale non si osservano effetti avversi derivati sulla salute.

La tipologia di sintomi – riporta la relazione del Comitato – sebbene eziologicamente aspecifici, sono in letteratura potenzialmente collegabili all’esposizione a sostanze irritanti. Le caratteristiche dei sintomi registrati e i dati ambientali rilevati portano comunque a ritenere che non sussista una condizione di pericolo per la salute, anche se le indagini svolte non hanno consentito di spiegare compiutamente i fenomeni osservati segnalati dalla popolazione. Per questo va attivata una sorveglianza sanitaria che costruisca una “rete” di medici sentinella per l’ambiente e una sorveglianza ambientale che proseguirà fino a settembre 2019, attraverso l’applicazione di modelli Lur (Land use regression) e l’avvio di studi di biomonitoraggio.

Il Comitato tecnico scientifico è composto da: Paola Angelini (Regione Emilia-Romagna); Mauro Bernardi ed Enrico Dallara (Comune di Borgo Val di Taro); Eriberto De Munari (Arpae); Andrea Farioli e Massimo Ferrari (Laminam); Rosanna Giordano (Ausl di Parma); Paolo Lauriola e Andrea Minutolo (Legambiente); Eugenia Marchi e Leonardo Tognotti (Datori di lavoro e Unione Industriali Parma); Daniele Uboldi (Ass.ne Piccoli Produttori Alta Val di Taro).

Al Tavolo di Garanzia per la qualità dell’aria di Borgotaro, presieduto dall’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo, hanno aderito il Comune di Borgotaro, l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Parma – Distretto Valli Taro e Ceno; Arpae Parma; l’Associazione Legambiente di Parma – Circolo Alta Val Taro; la Società Laminam Spa; le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl, Uil e delle Rsu dei lavoratori; l’Associazione sindacale dei Datori di Lavoro, Unione Parmense degli industriali; la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Parma; l’Associazione dei Piccoli Produttori dell’Alta Val Taro. Ha partecipato ai lavori del Tavolo e del Comitato Tecnico Scientifico il dottor Mauro Bernardi, medico di Borgo Val di Taro./OC

Il commeto del Comitato Aria del Borgo –  “Abbiamo appreso dei risultati del Tavolo di Garanzia unicamente dalla stampa, – scrive il comitato – poiché nessuna comunicazione specifica ci è stata trasmessa dalla Regione, forse perché il Comitato L’Aria del Borgo non ha aderito al protocollo regionale, non condividendo che l’azienda oggetto di indagine partecipasse alle decisioni del Comitato tecnico scientifico.

Al momento, non abbiamo in mano i dettagli della relazione finale, né i risultati e metodologia dei campionamenti fatti, e possiamo, dunque, solo ringraziare chi si è impegnato nel lavoro di indagine promosso dalla Regione. Lavoro che, da quello che si evince dal comunicato, non ha saputo individuare né spiegare la fonte dei problemi sanitari riscontrati dai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti del luogo. Da quello che risulta agli atti, nel periodo febbraio 2017 – dicembre 2018 sono stati raccolti dati relativi a 386 visite mediche nel comune di Borgo Val di Taro, riconducibili a problemi sanitari ambiente correlati, ed era su questo aspetto che i cittadini attendevano risposte chiare e una soluzione efficace. L’ingente impiego di fondi pubblici, in particolare sul fronte sanitario (60.000 euro stanziati da Ausl Parma per il lavoro del Istituto Superiore di Sanità), ci aveva fatto ben sperare, ma quanto riportato dalla comunicazione ufficiale evidenzia come, da un lato siano state tratte conclusioni nonostante il piano di monitoraggio dell’ISS sia ancora in corso, e dall’altro che, a fronte del fatto che le istituzioni sostengono che non ci siano pericoli per la salute, verrà attivata una rete di medici sentinella, sulla falsariga di quanto promosso in altre realtà dove si indagano le cause ambientali di alcune malattie.

Il Comitato L’Aria del Borgo auspica che vengano concretamente approfonditi gli aspetti sanitari acuti e di lungo periodo del problema, per dare risposta a centinaia di cittadini che continuano a lamentare problemi di salute, e che si implementi un sistema di monitoraggio, che escluda ripercussioni attuali e future sulla qualità dell’aria e delle altre matrici ambientali, che rappresentano il vero patrimonio della nostra comunità, a maggior ragione oggi che finalmente si registra una maggiore consapevolezza del gravi problemi ambientali a cui il pianeta sta andando incontro.

Per quel che riguarda la posizione di Laminam, se gli enti escludono una sua implicazione nei problemi riscontrati negli ultimi due anni a Borgotaro, vedremo come verrà chiuso il procedimento di richiesta di triplicazione e valuteremo quali azioni intraprendere. Nel frattempo, ci aspettiamo, e pretendiamo, che venga messo in funzione il monitoraggio in continuo delle emissioni a camino, come previsto nell’ultimo aggiornamento della Autorizzazione integrata ambientale, e che i risultati siano resi pubblici, in modo da rendere trasparente l’attività attuale e futura dell’azienda sul nostro territorio.

Attendiamo, dunque, di avere in mano tutta la documentazione elaborata dal Comitato tecnico scientifico, dopodiché porteremo le nostre osservazioni all’attenzione delle istituzioni, se possibile già nell’assemblea pubblica che avevano garantito di organizzare al termine di questo percorso”.

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