L’allarme – “Attenti alla truffa dello specchietto, in Viale Piacenza hanno tentato di fregarmi”

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Giulia, il nome è di fantasia, ha 45 anni e un’utilitaria nuova, un’auto cui non bada se compaiono sfregi. Giulia guida per città, ma non nota se qualcuno la segue. Mercoledì pomeriggio qualcuno ha seguito Giulia, le ha scheggiato lo specchietto con una chiave, poi ha tentato di intrappollarla con frasi spicce, terroristiche e decise. Ma lei, all’ultimo, non ci è cascata.

E lo racconta così, affinché non succeda ad altri.

“Ero in Viale Piacenza, stavo andando. Ho sentito un toc, poi ho visto una Golf grigia dietro, una K nella targa, che mi faceva segno di fermarmi. A bordo due uomini, mezza età, accento meridionale, uno dei due brizzolato, occhi azzurri” – spiega.

Giulia accosta, scende. “Uno dei due a iniziato a dirmi che lo avevo toccato. Mi ha mostrato il suo specchietto, e il mio, graffiato ad hoc, forse con una chiave. Poi ha iniziato a parlare con tono perentorio, deciso, fermo, a dirmi che sarebbe aumentato il bonus malus dell’assicurazione, di metterci d’accordo, di dargli dei soldi in contanti“.

E Giulia ha tentennato. “Era molto convincente. Stavo per chiedergli cosa volesse. Ma non avevo contanti con me, e non mi sarei mai fatta seguire al bancomat coi tempi che corrono…”.

E il portafogli vuoto ha salvato Giulia. “Spalle al muro, ho proposto la constatazione amichevole. Il tizio ha iniziato a compilarla coi miei dati, seccato. Poi, frettoloso, ha detto di avere un appuntamento, che non aveva tempo, che doveva andare, che andava bene così. Io mi sono ripresa la constatazione amichevole e me ne sono scappata. Terrorizzata. Avessi avuto i soldi glieli avrei dati. Vogliono che tutti lo sappiano. Voglio che tutti facciano attenzione. Sto ancora tremando”.

 

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