CGIL: “No alla telecamere negli asili, il Senato faccia qualcosa”

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La FP CGIL di Parma dice no alle telecamere nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. Il ddl in discussione al Senato pensa di contrastare le condotte di maltrattamento o di abuso con l’installazione di telecamere nei luoghi di lavoro.

La videosorveglianza, secondo il sindacato di categoria della CGIL, toglie a priori la fiducia alle migliaia di lavoratrici e di lavoratori che si dedicano tutti i giorni con passione e dedizione al lavoro di tutela cura ed educazione dei nostri figli dando un servizio di alta qualità. Trasmette ai bambini e alle famiglie e all’opinione pubblica un messaggio distorto fondato sul sospetto generalizzato, compremettendo il clima di benessere e la spontaneità delle relazioni. Il benessere dei bambini passa anche attraverso il benessere di chi si occupa di loro.

Ciò che realmente occorre per migliorare e rendere più sicuro il servizio sono piuttosto le assunzioni e gli organici adeguati, contratti di lavoro dignitosi, partecipazione delle famiglie, coordinamento pedagogico e formazione permanente. Sono soprattutto necessari investimenti per rendere l’accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia un diritto universalmente riconosciuto.

Forte di questa convinzione la Funzione Pubblica ha indirizzato ai Senari della Repubblica un appello per chiedere loro di non votare il provvedimento. Questo il testo:

“On. Senatori

È in discussione il DDL Atto Senato 897,concernente “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale”.

Crediamo che dinnanzi a casi di violenza sull’infanzia in contesti di cura occorre non transigere. Su questo pensiamo ci sia un sentire comune.

Tuttavia, reputiamo che la scelta di ricorrere a sistemi di video sorveglianza, preventivamente dedicati, prevista dal DLL in questione contraddice i valori e la cultura cui si ispirano i servizi ai quali sono affidati i bambini tra 0 e 6 anni.

Infatti crediamo che:

  • non si può trattare il tema dei servizi educativi con un approccio basato sulla logica del controllo attraverso una modalità che è fortemente pregiudicante la fiducia verso i lavoratori del settore;
  • vi sono motivi di natura pedagogica che sono in contrasto con la scelta di fare degli asili e delle scuole dell’infanzia degli ambienti permanentemente video sorvegliati:
    • che messaggio trasmettono gli adulti ai bambini utilizzando la telecamera che li spia di nascosto?
    • che immagine svalutante viene accordata ai lavoratori dei servizi educativi che si occupano di loro?
    • quanto questa svalutazione può alterare e compromettere il clima di benessere che è indispensabile per coltivare rapporti co-evolutivi?
  • lavorare controllati dalle telecamere aumenta lo stress e rende difficile la spontaneità delle relazioni; Inoltre ci sarà sempre un posto che l’occhio della telecamera non riuscirà a filmare;
  • si invia all’opinione pubblica un messaggio di sfiducia generalizzata a fronte di migliaia di lavoratori che amano il loro lavoro di tutela, cura ed educazione e vi si dedicano tutti i giorni con passione e dedizione;
  • la fiducia è un requisito fondamentale su cui si fonda il patto educativo tra il servizio e le famiglie che vi ricorrono per l’accompagnamento alla crescita dei propri figli.

Per questo pensiamo che per prevenire non solo i maltrattamenti, ma anche relazioni poco positive all’interno di contesti educativi occorre che il personale possa svolgere la sua attività  in un clima sereno, dove le condizioni di lavoro siano tutelate da norme che garantiscano un rapporto adulto/bambino agibile; vi sia una formazione costante e di qualità; dove un coordinamento pedagogico  valuti e controlli la qualità  della relazione educativa all’interno dei nostri Servizi, anche al fine di prevenire possibili abusi.

Gli strumenti più appropriati per raggiungere questo scopo e cui va data la priorità all’interno del DDL sono:

  • la valorizzazione del gruppo di lavoro e il suo potenziamento;
  • il cambio di profilo professionale là dove si reputi necessario,
  • un adeguato livello di turn over nelle assunzioni per evitare il raggiungimento di limiti di età troppo elevati.

Il personale deve avere un titolo di studio adeguato e una formazione permanente utile a mantenere attiva la consapevolezza del ruolo che gli compete e della responsabilità legata all’esercizio dell’attività svolta. Deve essere mantenuto il rapporto educatore/bambini entro limiti tali da garantire una compresenza adeguata Il personale assente deve essere sostituito.

Più nel complesso sarebbe giusto dedicare le pur limitate risorse messe a disposizione dal DDL alle misure più appropriate (pure previste) o più in generale al potenziamento di questi servizi e non alla videosorveglianza.

Crediamo infine, alla luce delle argomentazioni che abbiamo esposto, che le telecamere non siano una soluzione appropriata per i problemi che il legislatore intende risolvere e che le relative norme vadano stralciate dal DDL in discussione”.

1 commento

  1. Quelli che vanno tutelati sono i DEBOLI, chi lavora ONESTAMENTE e CON CORRETTEZZA NON TEME LE TELECAMERE, LO STATO FA BENISSIMO, TACCIANO I SINDACATI, NON SONO GLI ADULTI A DOVER ESSERE TUTELATI.

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