Lutto nel mondo della medicina: addio a Giacomo Azzali

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È scomparso all’età di 89 anni Giacomo Azzali, storico docente di anatomia umana alla facoltà di Medicina dell’Università di Parma.

Temutissimo dagli studenti per la severità dei suoi esami, dedicò la sua vita, oltre che all’insegnamento, anche alla ricerca scientifica.

Originario di San Secondo, vedovo di Giuseppina Romita, collega conosciuta sui banchi dell’universita e compagna di una vita, Azzali non lascia figli “di carne e ossa”, ma innovazione, passione e dedizione alla vita alla medicina e alla ricerca.

 

1 commento

  1. Non ritengo che Giacomo Azzali sia stato un emerito dell’Università di Parma;andava a raccogliere le firme per farsi nominare con questa investitura e chi non accettava passava comunque dei guai;
    il vero Anatomico dell’Università di Parma è stato il Prof. Ottaviani, uomo di vastissima cultura e vero Morfologo.Giacomo Azzali ha reso la vita assai dura dura a molti studenti, che non riuscivano a superare l’esame di Anatomia o i famosi colloqui istituiti dall’Azzali stesso, come propedeutici al suo personale esame di Anatomia, dovendo migrare in altre sedi universitarie per superare questo muro di Berlino rappresentato dall’Anatomia ‘azzaliana’. Ho seguito sue lezioni per curiosità, quando già medico e ricercatore confermato neurochirurgo e la ‘Sostanza’ dell’anatomia insegnata dalla cattedra dall’Azzali, era ,per me e a mio giudizio, penosa e del tutto insufficiente. Azzali assieme all’allora Preside di Facoltà, ha bloccato per cinque anni, la mia idoneità a professore Associato, facendola decadere.Mi faceva l’amico, perchè anche lui, come me, ebbe la perdita della moglie nei suoi anni fiorenti. Mi invitava ad osservare, solo per pochi minuti , le cellule ependimali del terzo ventricolo delle sue cavie, cui ero particolarmente interessato nell’ambito dell’idrocefalia, come neurochirurgo Specializzato in USA e all’Università di Milano, lasciando però sempre l’osservazione scientifica a metà, perchè Lui, il grande e ricercato Azzali, era impegnato in affari molto più importanti (per LUI).Il laboratorio di microscopia elettrica del suo istituto, invece che essere utilizzato da giovano ricercatori morfologi, era una torre d’Avorio inaccessibile.La Biblioteca era chiusa a chiave e solo dopo avere ottenuto il permesso del Direttore (Azzali appunto) vi si accedeva tramite la segretaria.
    Io ho un brutto e triste ricordo di Azzali, sia come persona umana , che come personaggio e, sopratutto ,come docente.I veri docenti non sono e non erano come lui. Non ritengo conoscesse l’Anatomia Umana come deve chi si fregia del titolo di Direttore e di Anatomico dell’Università di Parma.Non lo ricordo volentieri.Mi dà fastidio solo pensarlo. Ritengo sia stato uno degli artefici del declino della facoltà medica parmense, nel settore delle materie di insegnamento fondamentali degli anni ’80; quelle che formano, che plasmano, nel vero senso della parola.
    Colgo l’occasione per ricordare invece un vero scienziato che nessuno nomina o ha nominato in passato: il prof. Arnaldo Arduini, Direttore dell’Istituto di Fisiologia Umana e primo allievo del prof. Moruzzi, vero e verissimo cultore della scienza biologica,uomo di grande sensibilità, sempre pronto ad ascoltare la parola dello studente in difficoltà .E’ a lui che mi inchino, portandolo sempre nel cuore! Sono persone come il prof. Arnaldo Arduini che bisogna ricordare sempre, non Azzali.
    Il destino ha chiuso un capitolo assai triste e deleterio per i giovani studenti di allora, per le inutili fatiche a forza inculcate da una conoscenza anatomica assai carente. E questo lo dico perchè sono specialista in Anatomia ed istologia patologica, laonde per cui so quel che dico, e non mi si prendi così facilmente sul lato B.
    Il mio pensiero espresso in questa mail non deve essere considerato OFFENSIVO, ma una mera rappresentazione della realtà da me vissuta, che posso provare ‘a cielo aperto’ Il destino si è preso con sè, pace all’anima sua se ne aveva una, il Giaomo Azzali, ma l’Università non ha perso nulla.

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