Colorno, arrestata banda di ladri rom: 40 mila euro di materiale plastico su commissione

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Agivano su commissione e avrebbero rivenduto la merce rubata a un ancora non identificato acquirente a Colorno. La banda di nomadi scassinatori è stata però fermata dai Carabinieri della stazione di Colorno e dalla Radiomobile di Fidenza.

Quattro uomini di origine rom sono stati arrestati per ricettazione ieri mattina, 13 marzo, dopo essere stati trovati in una piazzola lungo la strada tra Colorno e Mezzani con un furgone pieno di materiale plastico, il bottino rubato la notte precedente.

I militari sono riusciti a ricostruire la dinamica del furto: nella notte precedente all’arresto i quattro, partiti dal campo nomade di Modena da dove risiedono, si sono diretti a Formigine, in provincia di Modena, dove hanno rubato un autocarro. A bordo del mezzo hanno raggiunto Rubiera, in provincia di Reggio e si sono introdotti in un azienda produttrice di materiale plastico destinato alla lavorazione. Qui hanno sottratto diversi bancali di palline bianche e nere avvolte in sacchi dal valore di circa 40-50 mila euro. I proprietari della ditta non si erano accorti del furto sino all’arrivo dei Carabinieri nel mattino seguente.

Il mattino dopo si sono diretti a Colorno e in quella piazzola attendevano il mandante del furto con il furgone e un auto su cui sarebbero dovuti scappare dopo lo scambio. All’arrivo dei militari i quattro hanno tentato la fuga a bordo della BMW, risultata intestata a una parente, ma, placcati dai Carabinieri, hanno prima posto resistenza con calci e pugni poi si sino arresi all’essere accompagnati in caserma. All’interno dell’auto sono stati ritrovati diversi attrezzi atti allo scasso: 4 cacciaviti, una rivettatrice, una pinza da idraulico, due cutter, delle forbici e una decina di brugole.

I ladri, tutti di origine rom, sono un 50enne pregiudicato per reati contro il patrimonio, nato in Bosnia ma da diversi anni in Italia, il figlio 25enne di lui e altri due ragazzi di 26 e 28 anni nati in Italia. Per loro è stata imposta la misura cautelare in carcere in attesa di processo. Dovranno rispondere di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Gli investigatori sono all’opera per scoprire chi era il mandante del colpo.

carabinieri fidenza

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