Arresto di Mohamed Jella: “Così l’abbiamo preso”. Si attende l’estradizione per processarlo

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L’hanno catturato a Tunisi, a casa dei genitori. Da li, non si sarebbe mai spostato, dopo aver raggiunto la Tunisia, forse passando da un altro paese europeo, forse direttamente da Parma dopo aver chiamato il 118 per poi fuggire, mentre i soccorsi cercavano di strappare dalla morte la compagna Alessia Della Pia.

Omicidio di Alessia Della Pia: Mohamed Jella arrestato in Tunisia

L’hanno catturaro il 15 di Maggio 2017, un anno e mezzo dopo quel tremendo 6 dicembre del 2015: lui, serenamente nella sua Tunisi, postava foto su Facebook, segni di vittoria e mimo della pistola, come un cittadino normale, non un ricercato.

L’hanno preso quando si temeva che non sarebbe mai più successo, che sarebbe rimasto impunito. Lo ha preso la polizia tunisina, su precise indicazioni dei Carabinieri di Parma. Le difficoltà, legate alla sua indentità,

Mohamed Jella, infatti, non è il suo nome. Arrestato la prima volta a 15 anni per una rapina e finito sotto processo a 18, privo di documenti, aveva detto di chiamarsi così, e così era stato schedato, per poi finire in galera più volte, con numerosi alias.

Per Alessia, per sua mamma, lui era davvero Mohamed Jella. Per la polizia tunisina, per l’anagrafe di Tunisi, è M.A.J., 30enne. Giusta l’età, diverso il nome. Da un mesetto era stata individuato, prima introvabile per un vizio di residenza sui documenti, lunedì, grazie al lavoro dell’Interpol, l’arresto.

Ora si attende l’estradizione. Non ci sono patti bilaterali con la Tunisia, quindi potrebbero essere tempi lunghi, ma l’intenzione è processarlo in Italia. L’accusa, omicidio volontario aggravato. Di Alessia, dolce e fragile, che sognava di cambiarlo, lo ha aspettato e ha pagato con la vita.

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